SCOPO

 

Ti è mai capitato, durante un funerale, di fermarti a pensare al tuo di funerale, a quante persone ci sarebbero e chi sarebbe lì? Se non respingi questo tipo di pensieri perché troppo deprimenti, prova a pensare al tuo funerale in modo un po’ più dettagliato immaginando cosa le persone direbbero di te. Cosa direbbero i tuoi familiari, i tuoi amici e i tuoi colleghi? Fermati un secondo e pensaci.

Oltre ai soliti commenti su quanto fossi divertente, che facevi sempre il tuo dovere e che fossi un buon marito/padre/moglie…Pensi che qualcuno sarebbe capace di dire quale fosse il tuo scopo nella vita? Il perché sei stato messo al mondo.

Wayne Bennett, il leggendario coach della Rugby League australiana, ha riassunto questo concetto alla perfezione quando, prima di un match della State of Origin League, aveva spronato i suoi giocatori ad allenarsi e giocare al massimo delle proprie possbilità così da raggiungere lo scopo che gli era stato assegnato e per cui erano nati con le parole:

“Don’t die with the music in you!”

Che frase magnifica. Quale pensi sia la musica in te?

Sigmund Freud chiamava il nostro scopo “ il seme dorato”. Molte persone di successo ricordano, ad un certo punto della propria vita, qualcuno da qualche parte che riconosce dentro di loro uno speciale talento. Un insegnante, il loro primo capo, un prete, un parente, alle volte un genitore, conservando questa perla in un angolo del proprio cuore per farla venir fuori nei momenti in cui prevalgono dubbi ed incertezze per ricordare che, a dirla tutta, stanno perseguendo il proprio scopo.

Lance Armstrong si innamorò del ciclismo all’età di 15 anni, grazie all’influenza della madre che voleva che il figlio si mantenesse attivo ed in forma. Richard Brenson, uno dei maggiori imprenditori del Regno Unito, scoprì il suo talento quando cominciò a redigere il giornale della scuola con alcuni amici. Per Mohammed Ali fu la rabbia e l’impotenza di essere sempre vittima dei bulli della scuola a spingerlo su un ring incoraggiato dal capo della polizia locale. Per Tim Waterstone, fondatore della catena britannica di librerie Waterstones, furono la curiosità per il marketing e l’interesse per i libri a spingerlo a diventare un libraio. Thomas Edison fu definito da una sua insegnante uno “stupido zuccone confusionario”. Fu sua madre che riconobbe nel figlio il “seme dorato” e andò a scuola per dire all’insegnate che suo figlio fosse realmente intelligente.

Edison, parlando della madre, una volta disse:

“Mia madre ha avuto una grande influenza su di me che dura da sempre. Gli effetti benefici dei suoi primi insegnamenti e dei suoi valori non li potrò mai perdere. Mia madre non mi ha mai frainteso o giudicato negativamente.”

Ognuno di noi ha il proprio scopo nella vita. Quindi, come facciamo a scoprire qual è?

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